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SPIETATAMENTE GIOVANE
Il rottamatore d'Italia, 6 anni fa ed oggi

Il rottamatore d'Italia, 6 anni fa ed oggi. In questo infelice periodo Matteo Renzi ha fatto nuovamente parlare molto di sé.Per ora è riuscito a far naufragare definitivamente la fragile alleanza di governo che dall'agosto del 2019 era al potere e che aveva gestito lo scoppio della pandemia e l'inizio della discussione per organizzare lo straordinario piano di riforme "EU Next generation" con le ingenti risorse ottenute dall'Europa. La fase che si apre col governo di Mario Draghi è piena di incognite, anche se circondata da speranze in gran parte dovute alla mancanza di alternative. Il leader di Italia Viva, che da tempo denunciava ritardi e debolezze della maggioranza di cui faceva parte, gioca una partita che va al di là delle proposte avanzate e che mira a sconvolgere l'arena politica per ottenere uno spazio determinante ai fini di una prospettiva futura ancora da decifrare pienamente.

La ambiguità del personaggio Renzi, sicuramente "spietato" anche se non più "giovane", che sa demolire gli equilibri esistenti dichiarando di battersi per salvare l'Italia, è emersa in questa circostanza sollevando incredulità e stupore per come ha saputo, in brevissimo tempo e con modesto peso politico e parlamentare, portare ad un mutamento dello scenario italiano. Questa ambiguità aveva permesso a Renzi nel 2014 di essere segretario del maggior partito italiano della sinistra e poi capo del governo per 4 anni con larghissimo consenso, fino al tonfo successivo al referendum costituzionale, alla scissione e alla relativa marginalità politica.

Renzi incarna una storia italiana, caratteristica nel suo gioco tra apparenza e realtà, tra immagine e sostanza, tra successo e ripudio nel rapporto con i cittadini, la pubblica opinione e i mass media. Una storia di innovazione esibita e di rapporti più opachi con interessi non detti e con forze tenaci di conservazione. La trasversalità tra destra e sinistra, le simpatie neoliberiste, di cui il "patto del Nazareno" con Berlusconi fu in qualche modo esemplare, sono caratteristiche di questa storia.

All'apparire sulla scena del "bambinello della politica italiana del XXI secolo" Marino Biondi, letterato e docente dell'università di Firenze, collaboratore storico del Cristallo, scrisse un pamphlet sul caso Renzi, basato in gran parte sulla accoglienza nella stampa e nelle televisioni e nei grandi centri del potere economico, culturale, religioso riservata al sindaco di Firenze che diventava premier degli italiani. Un instant book fatto di ricostruzione quasi filologica del fenomeno nei suoi aspetti di risonanza mediatica, che avevamo allegato al nostro numero doppio del Cristallo dell'ottobre 2014. L'opuscolo era stato anche presentato in una conferenza a Bolzano, con l'intervento del prof. Marino Biondi. Il testo è poi stato ampliato e pubblicato all'interno di un volume dal titolo "Un secolo fiorentino. Dalla cultura delle riviste all'ascesa di Matteo Renzi", Arezzo, Helicon, 2015. Siamo nel 2021, e Renzi è ancora alla ribalta, con tutto il carattere e la spregiudicatezza politica che l'opuscolo del 2014 aveva descritto. Per questo ne riproponiamo la lettura, come contributo alla comprensione dell'attuale momento. (c.b.)



  
  Diario di un renzismo in corso d'opera (febbraio - luglio 2014) 
 Marino Biondi 
 "Spietatamente giovane"  Un sindaco al potere