IL CRISTALLO, 2012 LIV 1 [stampa]

PRESENTAZIONE

di CLAUDIO NOLET

Per l'Alto Adige Südtirol è importante ricordare che sono passati quarant'anni dall'approvazione della "nuova" autonomia e vent'anni dalle chiusura della controversia internazionale tra Italia e Austria. Forse si può tentare un bilancio di un periodo che questa rivista ha seguito nei particolari nelle sue cronache, proponendosi dal 1961 in poi di dare un contributo ad una ricostruzione non faziosa degli avvenimenti. La "Provincia difficile" è stata studiata non soltanto cronachisticamente, ma anche con saggi e note sui problemi più importanti.

In questo numero la sezione ad essa dedicata pubblica contributi sulla toponomastica di Giorgio Delle Donne, sulla lingua italiana a Bolzano di Chiara Meluzzi, su Libero Andreotti e il Monumento alla Vittoria di Bolzano di Lorenzo Ferrarese.

Questi saggi sono anche una testimonianza di come si vive l'autonomia a quarant'anni dalla sua approvazione, sono elementi per un bilancio, sempre tenendo presente che la pacifica convivenza tra i gruppi linguistici consente riflessioni critiche e aggiornamenti delle prospettive.

Fanno parte della sezione anche contributi che riguardano la presenza italiana nella cultura a Bolzano e nella provincia.

Luisa Bartolini ricorda Carlo Lazzerini, uno dei fondatori di questa rivista, che, docente di storia e filosofia al Liceo ginnasio "Carducci" di Bolzano, ha dato molto agli studi di filosofia.

Massimo Bertoldi mette in rilievo l'impegno del Teatro stabile di Bolzano nella rappresentazione della drammaturgia italiana contemporanea. Va riconosciuto che il gruppo linguistico italiano dal dopoguerra in poi ha cercato la via dell'intesa e della valorizzazione dei rapporti con la cultura tedesca. Ne sono una prova i testi tedeschi messi in scena dal Teatro stabile.

Spetta a Giuliano Tonini ricordare l'opera del compositore Sangiorgi a prova della qualità del contributo italiano alla vita musicale.

Nella sezione saggi Silvano Demarchi ci mette in contatto con la poesia di Beppino Disertori, grande studioso trentino della psiche, autore di opere importanti di psichiatria, Davide De Maglie rievoca la poesia di Salvatore Quasimodo che nel numero precedente è stato oggetto di analisi stilistica e semantica da parte di Eny V. Di Iorio. Franco Zangrilli, uno dei collaboratori più fedeli, ci parla di Antonio Baldini e della cronaca di viaggio, Nataša Raschi dedica una nota appassionata al teatro del belga Jean Louvet, severo critico del costume dei nostri giorni.

Chiude il volume una serie di recensioni di libri di poesia, di narrativa, di testi classici e di saggi letterari. Hanno collaborato Sandro Angelucci, Graziano Benelli, Massimo Bertoldi, Enrico Marco Cipollini, Silvano Demarchi, Renzo Francescotti, Eugen Galasso, Leandro Piantini e Franco Zangrilli.

 

C.N.